CityTelling, Racconti dalla città – promosso dalle Associazioni culturali Thamus, Ricercare per raccontare e GoTellGo, con il patrocinio di Roma Capitale Municipio V, in collaborazione con soggetti istituzionali partner Istituto Romano per la Storia d’Italia dal fascismo alla Resistenza (Irsifar), Associazione Italiana di Storia Orale (Aiso), Laboratorio di Storia Orale Università degli Studi di Padova – nasce con l’obiettivo di raccogliere e rendere accessibili alla comunità territoriale, che se ne fa promotrice, le memorie dei cittadini e delle organizzazioni residenti.

Un intervento di ricerca e di raccolta di reperti di questa natura si rende necessario per riunire e conservare quei materiali privati che compongono gli archivi di famiglie, di imprese e di organizzazioni locali, offrendosi come strumento di conservazione e di trasmissione di esperienze comuni di vita, di lavoro, d’impegno sociale e culturale, facilitando così la possibilità di diventare patrimonio culturale dell’intera comunità.

La costituzione di un patrimonio culturale comune consente sia di mettere in condivisione le memorie e le esperienze dei singoli – consentendo così di ricostruire percorsi comuni di partecipazione e di sviluppo del territorio – sia di educare i residenti in genere e le generazioni future a una maggiore sensibilità e responsabilità verso questo patrimonio, inteso come strumento indispensabile per promuovere una cittadinanza attiva e responsabile verso il bene comune, in linea con le linee guida dettate dall’agenda europea nell’ambito dei programmi culturali relativi, per il periodo 2014-2020.

La raccolta di materiali come fotografie, video, cartoline, lettere, diari, documenti, interviste consentirà quindi di costruire un Archivio digitale delle memorie in forma di banca dati, attraverso cui sarà possibile promuovere percorsi di conoscenza e mostre digitali sulla storia dei quartieri nell’arco temporale che va dal 1900 fino agli anni più recenti.

Una prima fase del progetto è stata avviata nei quartieri di Tor Pignattara e del Pigneto (Municipio V Roma Capitale) e nel rione Monti, presso la Scuola Media E. Q. Visconti.

A chi si rivolge
Il progetto ha come attori principali i cittadini residenti (intesi come abitanti e frequentatori del quartiere), le imprese commerciali di interesse storico, le associazioni che promuovono cultura e operano nel sociale, le scuole pubbliche e private, le istituzioni politiche e religiose che si riconosceranno nelle finalità del progetto.

Metodo
Il progetto prevede l’organizzazione di giornate di raccolta (collection days) organizzate sul territorio in collaborazione con le organizzazioni locali, nel corso delle quali i cittadini e le organizzazioni locali potranno contribuire al progetto mettendo a disposizione memorie e materiali documentari che verranno digitalizzati per entrare a far parte dell’Archivio digitale delle memorie. I materiali raccolti verranno archiviati nel rispetto degli standard vigenti per la conservazione e diffusione dei materiali d’archivio e delle norme di tutela del diritto d’autore, in base a criteri di scelta e di opportunità ai fini del raggiungimento degli obiettivi del progetto,
L’Archivio, che via via si arricchirà di nuovi documenti, costituirà la fonte da cui estrarre i materiali digitali necessari all’allestimento di percorsi virtuali e narrazioni digitali. Il sistema verrà gestito attraverso la piattaforma open source MOVIO, resa disponibile dall’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e concepito per promuovere l’accessibilità e la fruibilità di contenuti culturali in modo innovativo.

Dall’Archivio alle Mostre
In base ai materiali selezionati, i curatori proporranno chiavi di lettura diverse per soddisfare di volta in volta pubblici diversi (cittadini, scuole, enti locali, ricercatori, organizzazioni no-profit, imprese locali) valorizzando i diversi oggetti digitali (testi, immagini, audio, video ecc.).

I curatori
Il progetto è diretto dalla storica Stefania Ficacci e dalla curatrice digitale Maria Teresa Natale. Un Comitato Scientifico, composto da studiosi ed esperti nelle tematiche affrontate dal progetto e afferenti alle istituzioni e organizzazioni partner, garantisce la scientificità delle finalità e delle procedure di realizzazione del progetto.