Deposito a risparmio

Il deposito a risparmio, anche detto conto deposito, altro non è che un conto corrente su cui è possibile versare denaro e risparmi – che saranno poi tutelati dalla banca stessa. Si possono effettuare uno o più versamenti, anche a distanza di tempo, e saremo in grado di riprendere il denaro che vi è contenuto quando ne avremo necessità. Per riuscire a tenere sotto controllo i movimenti effettuati su tale conto corrente ci verrà consegnato un libretto di risparmio, contenente l’estratto conto del deposito a risparmio (ossia la lista dei prelievi e dei versamenti).

Di solito si ricorre a questo tipo di conto corrente in caso di minori, per versarvi il denaro a lui destinato una volta raggiunta la maggiore età. In generale possono accedere al conto i genitori, o uno di loro.

Esistono due tipologie di conto deposito nominativo:

      Quello libero, che ci permette di versare e prendere denaro ogni volta che vogliamo, senza vincoli di quantità o tempo;

      Quello vincolato, che prevede che il denaro resti depositato sino a una certa data. In questo modo i soldi fruttano di interessi, e la somma versata cresce. Solitamente se vogliamo scongelare la cifra prima del tempo previsto dovremo pagare una mora.

Il costo di una simile operazione varia in base alla banca a cui ci siamo rivolti, ma anche al numero di prelievi e versamenti effettuati nel corso del tempo. Qualora il conto deposito sia intestato a un minore non sono previste spese di apertura o gestione.

Prima di sottoscrivere un simile patto sarà bene per prima cosa informarsi al meglio in merito, su siti internet come https://migliorecontocorrente.it e confrontare le varie offerte disponibili. Poi bisogna prestare molta attenzione al contratto che stiamo firmando, per evitare che la banca sia libera di modificare le condizioni generali a sfavore del cliente (tassi di interesse maggiorati, commissioni, spese di servizio, eccetera). Per qualsiasi tipo di variazione in merito infatti dovremo essere informati dalla banca per tempo, ovvero almeno due mesi prima che tale cambiamento entri in auge. Se il correntista è in disaccordo con la banca può decidere di sciogliere il contratto prima che la clausola divenga esecutiva. Si veda anche la delega sul conto corrente.